Bixar??
Mi arresteranno, ma fa niente (spero che passino prima da quello che ha modificato i credits
) perchè è troppo bello e non posso non postarlo…
Geri’s game…della Pixar!
P.S. ehm…quì ne trovate tanti altri, ma io non vi ho detto niente…
Mi arresteranno, ma fa niente (spero che passino prima da quello che ha modificato i credits
) perchè è troppo bello e non posso non postarlo…
Geri’s game…della Pixar!
P.S. ehm…quì ne trovate tanti altri, ma io non vi ho detto niente…
Vi avevo promesso altre animazioni belle come quelle di Bronzit ed eccomi quì…
La simpatica vecchina che vedrete sotto è stata creata da Ignacio Ferreras (e non Ferraras come riportato su youtube…), un grande animatore sul conto del quale, ahimè, sono riuscita a trovare poche informazioni.
In questa pagina c’è qualcosa riguardo il suo curriculum, mentre in questo blog potete trovare alcune sue illustrazioni (in realtà non ho la certezza matematica che siano sue ma che esista un altro bravissimo disegnatore con lo stesso nome mi pare un po’ stranino…). Non è molto, ma continuerò a cercare…
Intanto il filmato… “How To Cope With Death”
Finalmente, dopo tanto tribolare, L’agnello Pasquale, il corto di animazione realizzato in Flash da me e da alcuni amici del corso di Genzano ha trovato il suo spazietto nell’universo sconfinato della Rete…
Si tratta di un’esercitazione, realizzata in tempi molto brevi…perciò siate clementi nei giudizi!!
Eccovi il link
Buona visione e…aspetto commenti ![]()
“Alla fine del mondo” è il titolo di questo corto di animazione, superbo sotto ogni punto di vista.
L’autore è Konstantin Bronzit, un genio dell’animazione nato in Russia poco più di quarant’anni fa di cui sentirete ancora parlare su questo blog…e spero non solo quì…
Intanto godetevi il filmato
Sabato 1 marzo su Italia Uno torna Zeta, la formica nevrotica con la voce di Woody Allen (e di chi, sennò?) che cerca con tutte le forze di non perdere la propria individualità in un mondo regolato dal conformismo.
Nello sfortunato caso vi fosse sfuggita all’epoca (è del “lontano” 1998), non perdetevela: “Z la formica” è stato il primo lungometraggio di animazione realizzato dalla Dreamworks interamente in digitale (prima di Z, solo “Toy Story” della Disney…) grazie alla joint venture realizzata con la Pacific Data Images (PDI), società americana leader nel settore dell’animazione digitale.
Il risultato è un vero gioiello dell’animazione

Gironzolando tra le animazioni di youtube, mi è capitato tra le mani un video definito da chi l’ha postato “poesia animata”.
Si tratta in pratica di un’animazione costruita sul testo di una poesia, letta in sottofondo…la voce è quella dell’autore….
Niente di sconvolgentemente originale, dunque, ma la cosa mi ha incuriosito alquanto, dal momento che sia l’animazione che la poesia non erano male…
Così, cerca cerca, ho trovato qualche informazione sull’autore delle poesie, tale Billy Collins (http://en.wikipedia.org/wiki/Billy_Collins), poeta americano contemporaneo, la cui opera è molto apprezzata dal pubblico ma avversata da gran parte della critica, a causa della sua (supposta) eccessiva semplicità .
Non intendo entrare nel merito della diatriba critica perchè non sarei in grado, ma non posso che lodare il risultato…trovo che l’unione di queste poesie e delle belle animazioni che le accompagnano sia notevole…vi invito pertanto a visitare il sito dove sono raccolte:
http://www.bcactionpoet.org/index.html
…e per stuzzicare la curiosità , ve ne posto una…
Il testo:
This poet of the Tsong dynasty is so miserable. The wind sighs, a single swan passes over head and he is alone on the water in his skiff. If only he appreciated life in eleventh century China as much as I do. No loud cartoons on television, no music from the ice cream truck. Just the calls of many birds and the steady flow of the water clock.
E’ proprio vero che il mondo si divide in possessori di animali e non…ed è verissimo che la categoria possessori di animali diventa, con l’arrivo della belva, inevitabilmente monotematica…
In teoria io apparterrei alla seconda categoria perchè animali non ne ho… ma ho un fidanzato che di recente se ne è portato uno in casa per evitargli una brutta fine e da quel momento ho cominciato ad accusare tutti i sintomi tipici del virus che colpisce inevitabilmente tutti gli appartenenti alla prima categoria, ovvero stare ore a parlare di tutte le normalissime cose da gatto che fa il proprio cucciolo (zompettareovunquefarecasinoromperelescatole) descrivendole come spettacolari e divertentissime a gente che ascolta solo per educazione…ne sa qualcosa mia madre che quando attacco con Fedor assume un’espressione del tipo “povera figlia mia…”
Per non parlare della mia dolce metà , che torna a casa pieno di orgoglio perchè il veterinario gli ha detto che “il micino sta mettendo sù un bel pelo lucido”…
Ho trovato un filmato in loro onore e ve lo posto…
Fabio e Fedor…
P.S. Il citato virus della monotematicità che mi ha contagiato e la sinistra influenza di amiche (anch’esse contagiate da molto più tempo di me…) mi hanno spinto a leggere un libro che da “sana” non avrei mai considerato…
Si chiama “Il Canto di Acchiappacoda”, scritto da Tad Williams, ed è un romanzo fantasy che ha per protagonista un gatto di nome Fritti (!) Acchiappacoda.
Il libro si apre con la seguente citazione (da Jubilate Agno di Christopher Smart, poeta del Settecento che l’ha dedicata al suo gatto Jeoffrey):
E’ bellisimo…l’hanno passato su raitre durante le feste almeno un paio di volte…sono riuscita a trovare lo studio che l’ha prodotto e vi lascio il link perchè merita una visita
Allora, mettiamola così…dopo aver visto il film (ebbene, sì, finalmente l’ho visto, il 26 sera) mi è venuta una febbre, ma una febbre…che ancora non mi è passata
Così sublime? o semplicemente orripilante?
No, nessuna delle due purtroppo…e dico purtroppo perchè se fosse stato brutto brutto uno si sarebbe comunque divertito un sacco all’uscita a tessere le lodi del libro e bla bla a quelli che stremati dalle vostre lagne hanno ceduto e sono venuti al cinema con voi (forse dovevate menzionare anticipatamente che trattavasi di trilogia, ops!)…
Ma no. Brutto brutto non è stato…è stato sbrigativo, ma era messo in conto…un po’ troppo retorico rispetto alla prosa di Pullman, a mio avviso…un po’ freddino, nonostante i personaggi molto azzeccati…
Che poi uno come fa a dire brutto brutto quando conosce già la storia, la ama e la rivive…è chiaro che non vedo l’ora di vedere anche gli altri.
Due fattori secondo me vanno considerati prima di stroncarlo, giudicate voi se sono validi:
- a mio avviso, il primo libro della trilogia è tutto sommato il meno intrigante quindi chi ha ancora in testa l’apoteosi del terzo capitolo potrebbe non esser il più adatto a giudicare il film…
- l’interesse è scattato e la domanda è sorta spontanea: “ma che cos’è la “polvere”! dimmelo!”…proprio come dopo aver letto il libro…e non puoi fare a meno di leggere il secondo…e a quel punto sei persa nei meandri…
Chiaramente le mie sono considerazioni da fan e non da critica cinematografica…quindi ci tengo che postiate i vostri giudizi spietati e ultratecnici da cinefili smaliziati e dissacranti…soprattutto voi che disobbedendo sfacciatamente alle mie precise indicazioni siete andati a vederlo digiuni del libro…
E visto che ci siamo, lancio pure un sondaggio (crepi l’avarizia): qual è secondo voi la miglior trasposizione cimetografica di un libro fantasy?
A voi la parola…